Il bambino martire

Il bambino martire

di Nicolò Pisanu, psicologo e preside dell’Istituto universitario “Progetto Uomo

Mi permetto di prendere in prestito il titolo “Il bambino martire” per alcune considerazione sullo status dei bambini, suscitate dalla lettura della petizione  ”Via la bocciatura dalla scuola primaria!”.

Di primo acchito ho avvertito un iniziale stupore, provocato dal fatto che è risaputo quanto  le bocciature, non solo nella primaria, ma in tutta la scuola dell’obbligo,  risultino operazioni poco praticate, soprattutto da quando l’incipit aziendale suggerisce ai docenti di rendersi appetibili per non perdere allievi, costringendoli in questo modo  a sentirsi  ostaggio dei genitori, oggi facili querulomani.

Avendo poi insegnato in quegli ordini di scuole, so bene come la bocciatura sia l’ultima spiaggia di un processo dovuta a vari fattori, personali e ambientali, che ineriscono lo studente, non ultimi il grado di maturità e capacità di affrontare una classe di studio successiva. Dinamiche che, comunque, non si scatenano improvvisamente né cadono come mannaia sul malcapitato Lucignolo e sulla sua famiglia; in ogni caso tale decisione è condivisa con i familiari.

Mi è apparsa quindi l’immagine, piuttosto diffusa nel panorama educativo odierno, del “bambino martire” che deve essere, a priori, salvato da ogni frustrazione che può affliggerlo, magari citando fuori contesto don Lorenzo Milani e, secondo consuetudine, riversando ogni responsabilità sulla scuola, implicitamente tacciata di razzismo e classismo, a sfavore di categorie “fragili”.

Che poi, soprattutto la formazione dei docenti e l’insegnamento, si possano e debbano organizzare con aggiustamenti di rotta, dettati dal repentino mutare della scena sociale e culturale, è un dato di fatto ma senza offrire un’ulteriore possibilità di delega educativa ad uno stuolo di genitori ricchi di pretese e poveri di autorevolezza.

Mi chiedo, in definitiva, anche se il discorso meriterebbe ampi approfondimenti, quando la smetteremo di spostare la prova del limite, che è anche misura del reale.

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