Si torna a scuola. I consigli ai genitori di Anna Oliverio Ferraris

Si torna a scuola. I consigli ai genitori di Anna Oliverio Ferraris

(da Repubblica.it – di Sara Pero)  PER MOLTI bambini e ragazzi l’inizio di un nuovo anno scolastico è pieno di eccitazione, di curiosità e anche di gioia di rivedere i compagni dopo la lunga pausa estiva. Per altri però, lo stesso evento può innescare riluttanza, ansia e stress. E allora, soprattutto in questa fase delicata di cambiamento nelle abitudini quotidiane, i genitori hanno un ruolo importante per rendere più ‘morbida’ la ripresa scolastica.

Procedere per gradi. Con l’estate, la routine del periodo scolastico è andata persa: si va a dormire più tardi, il suono della sveglia non è più così familiare e lo spazio dedicato allo studio e ai compiti è stato confinato per lo più a qualche ora a settimana. Prima di tutto occorrerebbe far riacquisire al bambino quelle abitudini legate al proprio periodo scolastico che sono andate perse, magari una settimana o qualche giorno antecedente al primo giorno di scuola: “È importante – dichiara Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo dell’Università La Sapienza – far riabituare i propri figli agli orari soliti del periodo scolastico e fargli fare qualche compito poco prima del rientro a scuola per fargli riacquistare la concentrazione. Provare un po’ d’ansia per il primo giorno di scuola è normale: i genitori dovrebbero cercare di tranquillizzare i propri figli, è importante non trasmettergli ansia e preoccupazioni perché per loro i genitori sono il loro punto di riferimento. Fargli capire che provare ansia all’inizio è normale, magari raccontando loro le proprie esperienze ed emozioni vissute quando essi erano piccoli o utilizzando metafore per esempio attraverso una favola che riguardi questa situazione emotiva. Portare poi l’attenzione del bambino sulla possibilità di fare nuove amicizie, di imparare cose nuove per cercare di trasformare la paura in curiosità“.

Segni di disturbo. È importante per i genitori fare attenzione a quei piccoli segnali comportamentali espressi dal bambino quando vive con ansia questo momento. Solitamente questa sensazione va di pari passo con comportamenti e sintomi fisici come mal di testa e dolori addominali, che normalmente scompaiono nelle prime settimane. “Se il bambino inizia la scuola per la prima volta, sarebbe una buona idea fargli vedere la struttura scolastica qualche giorno prima perché quello che più spaventa il bambino è l’ignoto: fargli vedere i giochi, il cortile, il verde e accompagnarli in classe il primo giorno se il bambino mostra paura di essere lasciato solo. Dà forza poi al bambino poter iniziare un nuovo percorso se al suo fianco ha un amico, o più, della scuola materna. Inoltre è fondamentale non instaurare un rapporto esclusivo con il bambino, anche in quelle situazioni particolari come una separazione dal proprio coniuge. Ce lo dice la psicoanalisi: il padre triangolarizza il rapporto madre-figlio, il bambino deve scoprire poi gli altri legami, come quello con gli amici di famiglia o gli amici a scuola, che lo aiutano a diventare più autonomo e ad allargare i propri orizzonti“.

Il sonno non va sottovalutato. L’American Academy of Sleep Medicine raccomanda ai ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni di dormire da 8 a 10 ore ogni notte. Nello stato americano del Michigan, pediatri e associazioni del sonno sono concordi sul fatto che la scuola non dovrebbe iniziare così presto la mattina. Non può dirsi lo stesso dei genitori: secondo i risultati di un sondaggio nazionale statunitense, pubblicati sul Journal of Clinical Sleep Medicine, “molti genitori sottovalutano quanto bisogno hanno i propri figli di dormire – fa notare Galit Dunietz, uno dei ricercatori dello studio – e solo la metà è d’accordo con le raccomandazioni esistenti e sul punto di vista degli esperti. Il debito di sonno è un motivo importante per la salute dei ragazzi ma anche per il rendimento scolastico: molti ragazzi dicono di essere stanchi e poco attenti a lezione.

La pausa estiva in Europa. I bambini italiani sono tra quelli con le vacanze estive più lunghe in Europa. A dirlo, sono i dati forniti da Eurydice – la rete europea di informazione sull’istruzione – per l’anno scolastico 2013-2014: le scuole primarie italiane si attestano al primo posto per la lunghezza delle vacanze estive insieme a Turchia, Lituania e Lettonia, con ben 13 settimane riposo. A seguire ci sono Estonia, Grecia, Portogallo e Romania con 12 settimane mentre le scuole della Croazia, Ungheria, Spagna e Islanda restano chiuse per 11 settimane. Per Finlandia e Svezia la pausa è di 10 settimane, una di meno invece per Austria, Belgio, Francia, Irlanda e Slovacchia. Repubblica Ceca, Norvegia e Polonia si fermano per 8 settimane e a chiudere la statistica con 6 sole settimane di pausa sono Danimarca, Germania e Regno Unito.

In Italia. Gli studenti che romperanno il ghiaccio per primi saranno quelli di Bolzano per i quali il rientro a scuola sarà previsto per il 5 settembre. Seguiranno poi le regioni del Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Abruzzo e Basilicata che ripopoleranno le strutture scolastiche l’11 settembre, seguite il giorno successivo da Lombardia e Molise e da Umbria e Veneto il 13. Sarà invece il 14 settembre la volta di Valle d’Aosta, Liguria, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. A rientrare per ultimi, a metà dello stesso mese, saranno gli studenti dell’Emilia Romagna, delle Marche, della Puglia e della Toscana.

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